Ripalta Guerina, 23 aprile 2026
(Dario Dolci) L’emozione di vivere un’Olimpiade… da volontario. A raccontarla, nella conviviale del Panathlon club Crema tenutasi ieri sera a Villa Toscanini sono stati Maurizio Maccalli, socio del sodalizio cremasco e Andrea Libanore, past president del Panathlon club Pavia. A fare gli onori di casa sono stati il presidente Massimiliano Aschedamini, il suo predecessore Fabiano Gerevini e il segretario Gianni Ghezzi.
Il cremasco Maccalli ha svolto il ruolo di volontario alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, tenutesi a febbraio, mentre Libanore ha prestato la propria opera alle Paralimpiadi che ne hanno fatto seguito. Il tema della serata è stato ‘Servire lo sport: l’esperienza olimpica di un panathleta’.
Attraverso l’utilizzo di immagini, Maccalli ha illustrato le strutture delle Olimpiadi dove ha operato: la palestra, la Ricreational area, l’area accrediti, lo shop, il centro medico e l’antidoping. “Sono stato assegnato all’area dei villaggi – ha spiegato il panathleta cremasco – e mi sono occupato principalmente dell’accoglienza delle delegazioni e dei media. Ero molto curioso di poter vivere questa avventura e alla fine sono stato molto felice di aver partecipato. L’ho fatto per spirito di servizio. L’atmosfera è sempre stata serena. Gli staff erano composti da persone molto preparate. E’ stato bello il rapporto con atleti di culture diverse, visti i 93 Paesi rappresentati, e con diversi metodi di allenamento”.
A seguire è toccato a Libanore raccontare la propria esperienza personale e quella di altri volontari provenienti da diverse realtà, per un impegno che gli ha permesso di vivere da vicino lo svolgimento di una Paralimpiade, di conoscere atleti e di assistere a dinamiche che non gli erano note prima d’ora. Per entrambi i panathleti, un’occasione di crescita personale.