Agnadello, 20 aprile 2026

Ha un nome e un volto chi ha ucciso venerdì 17 aprile a mezzanotte Rajinder Singh, 47 anni di Covo, e Gurmit Singh, 48 anni di Agnadello, crivellati di colpi fuori dal tempio sikh «Gurdwara Mata Sahib Kaur Ji» di via Campo Rampino a Covo, dove erano in corso i preparativi per la festa di Vaisakhi. Si tratta di un connazionale di Antegnate, fuggito su una Bmw insieme ad altri tre uomini dello stesso paese su due auto subito dopo la sparatoria.

Oltre alle telecamere e alle testimonianze dei presenti, che hanno riconosciuto l’assassino, le indagini hanno permesso di risalire anche alle immagini delle telecamere della video sorveglianza dei paesi vicini. La Bmw su cui è arrivato il killer è stata ripresa a Calcio alle 22 di venerdì, due ore prima della sparatoria, per poi ricomparire subito dopo l’omicidio ad Antegnate, dove l’uomo soggiornava da conoscenti.

Nei prossimi giorni il sostituto procuratore Fabio Magnolo che coordina le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo e della compagnia di Treviglio affiderà l’incarico per le autopsie: le salme sono all’istituto di Medicina legale di Pavia.

Quanto al movente, le testimonianze della comunità sikh parlano tutte di una lotta per ottenere la presidenza del centro dopo che, nel novembre 2025, Rajinder Singh aveva rinunciato all’incarico per dedicarsi alla famiglia, la moglie e tre figli di 17, 14 e 3 anni. Il gruppo di Antegnate aveva indicato una persona alla successione, ma pare che Rajinder si fosse messo di mezzo per impedire che venisse nominato. C’era stata una prima lite a novembre, raccontano gli amici delle vittime, poi tre mesi fa il killer (cognato di quello che avrebbe voluto diventare presidente, anche lui tra i quattro in fuga) si sarebbe presentato al tempio armato di pistola, ma Rajinder lo aveva visto da lontano ed era scappato in auto.

Singh lo aveva denunciato ai carabinieri, ed era stato querelato a sua volta per minacce. Da lì ci sarebbe stata l’escalation che ha portato alla sparatoria di venerdì.