Una discarica abusiva accanto a un cassonetto per i vestiti
Crema, 25 marzo 2026
(Dario Dolci) Entro fine mese verranno rimossi gli ultimi sei contenitori per la raccolta di abiti usati, che in città supera gli 800 quintali all’anno. A quel punto sarà conclusa l’operazione di riduzione e di messa a norma voluta dall’assessorato comunale all’Ambiente. Dai 32 cassonetti gialli della Caritas si passerà ai 24 cassonetti verdi gestiti dalla società Aprica in collaborazione con Humana: in pratica, un contenitore ogni 1.500 abitanti, secondo la media nazionale. A spiegare la necessità della trasformazione è l’assessore Franco Bordo: “Il cambio di gestore farà diminuire le postazioni in città. La nuova normativa non prevede più il prelievo di vestiti usati, ma il recupero e il riciclo di materiale tessile, che porterà poi ad avere un contributo. Nel frattempo, ci deve pensare il Comune. Considerato che adesso i vestiti usati sono considerati un rifiuto, abbiamo affidato il servizio ad Aprica, che a sua volta si avvale delle competenze di Humana. Aprica, tramite i suoi operatori, si assumerà anche l’incarico di tenere pulite le varie piazzole, per garantire il decoro urbano. La Caritas proseguirà la raccolta soltanto in alcune parrocchie e nella sua sede di viale Europa”. Alcuni cassonetti sono stati rimossi da luoghi particolarmente critici, che erano diventati dei veri e propri punti di discarica di qualsiasi tipo di materiale.