Crema News - Dal territorio - Tre crolli e due indagini La passerella crollata

Crotta d'Adda, 28 febbraio 2026

(Andrea Biraghi) Un’indagine a tutto campo, sotto il profilo penale ma anche amministrativo e contabile. Dopo il crollo della passerella ciclopedonale sul ponte tra Maccastorna e Crotta d’Adda, il caso si allarga e punta a fare piena luce su responsabilità, controlli e gestione dell’appalto.

A chiedere verifiche approfondite è la deputata del Movimento 5 Stelle Valentina Barzotti, che nei giorni scorsi ha presentato un esposto alla Corte dei Conti. L’obiettivo è accertare eventuali profili di danno erariale e comprendere se vi siano state omissioni nella vigilanza sull’esecuzione dei lavori.

Il cedimento è avvenuto in più fasi: tre campate sono crollate nelle giornate del 14, 16 e 19 febbraio, quando il cantiere era ormai in fase avanzata. Un elemento che rende la vicenda ancora più delicata, perché l’opera risultava prossima alla conclusione.

Sul piano tecnico, l’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) riveste il ruolo di stazione appaltante. L’appalto è stato aggiudicato a un Raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) facente capo a Union Consorzio Stabile Scarl, che si è aggiudicato la gara per un importo netto di 2.764.000 euro, con un ribasso del 17,57 per cento.

Nel frattempo la Procura di Lodi ha aperto un fascicolo. La passerella è stata posta sotto sequestro e la Provincia è stata nominata custode giudiziale del manufatto. L’area resta interdetta in attesa delle verifiche tecniche e delle valutazioni della magistratura.

Risulta inoltre l’apertura di un fascicolo anche presso la Procura di Cremona, competente per il territorio cremonese, che si affianca all’indagine già avviata dalla Procura di Lodi.

Nel suo esposto, Barzotti ricostruisce la cronologia dei cedimenti e chiama in causa il direttore dei lavori e il Rup, il Responsabile unico del procedimento, figure centrali nella vigilanza e nel controllo dell’esecuzione dell’opera. Proprio negli atti ufficiali di Aipo emerge che il Direttore dei Lavori, con una nota del 21 novembre 2023, aveva comunicato al Responsabile del Procedimento la necessità di introdurre modifiche in corso d’opera a seguito di criticità emerse durante l’esecuzione. Un passaggio che ora assume un rilievo particolare alla luce dei successivi cedimenti.

Il punto è capire se il crollo sia riconducibile a difetti strutturali, errori progettuali, criticità nella realizzazione oppure a carenze nei controlli.

L’indagine si muove dunque su più piani: tecnico, amministrativo e giudiziario. Da un lato si attendono le perizie per stabilire le cause materiali del cedimento; dall’altro si dovrà verificare se qualcuno avrebbe dovuto intervenire prima e non lo ha fatto.

Nel frattempo, per i residenti di Maccastorna e Crotta d’Adda resta la preoccupazione per la sicurezza e per i tempi di ripristino del collegamento ciclopedonale, mentre la rimozione dei tronconi ancora agganciati alla struttura principale è stata annunciata da Aipo ma non ancora completata.

La vicenda è destinata a proseguire nelle aule giudiziarie e negli uffici tecnici. L’obiettivo dichiarato è uno solo: accertare ogni responsabilità e capire perché una struttura appena realizzata sia crollata prima ancora di entrare pienamente in funzione.