Crema News - Crema - Niente minuto per Bossi Niente minuto di silenzio per Umberto Bossi

Crema, 31 marzo 2026

(D.D.) Umberto Bossi diventa motivo di polemica in consiglio comunale. La maggioranza ha votato contro la proposta, avanzata dal gruppo Lega, di osservare un minuto di silenzio in memoria del Senatur (il sindaco Fabio Bergamaschi ha scelto di astenersi). La reazione dei consiglieri di centrodestra è stata quella di abbandonare l’aula degli Ostaggi.

“Di fronte a una richiesta semplice, rispettosa e istituzionale – ha affermato Andrea Bergamaschini, capogruppo della Lega - riteniamo gravissimo che si sia arrivati a negare perfino un momento di raccoglimento. Un gesto che non appartiene allo scontro politico, ma al rispetto delle istituzioni e della storia del nostro Paese. Gravissime sono le responsabilità del presidente del consiglio comunale, Attilio Galmozzi, che ancora una volta ha dimostrato di non essere all’altezza del ruolo che ricopre, impedendo un gesto istituzionale che, in tutti i consigli comunali d’Italia è stato compiuto senza esitazioni”.

Solo la presidente della commissione di Garanzia, la consigliera Zanibelli, in rappresentanza del centrodestra, è rimasta in aula per il voto alla modifica dello statuto di Padania Acqua. Via social è arrivata la replica della maggioranza, attraverso un commento di Donatella Tacca: “Il presidente Galmozzi ha ritenuto non sussistessero le condizioni per tale riconoscimento, in quanto si effettuano solo quando si tratta di una figura istituzionale o di una personalità direttamente legata alla città di Crema. In merito alla figura di Umberto Bossi, lo stesso consigliere Bergamaschini ha evidenziato l’aspetto divisivo delle posizioni del fondatore della Lega. Mi sarei aspettata dai consiglieri della Lega e del centro destra almeno una presa di distanza da affermazioni gravi rispetto al tricolore italiano con una frase che è stata gridata anche dai partecipanti al funerale e alle reiterate dichiarazioni offensive nei confronti del presidente della Repubblica. Non posso dimenticare che Bossi è stato nel tempo oggetto di diverse vicende giudiziarie che lo hanno visto condannato per vilipendio alla bandiera per l’uso illecito di fondi del partito, per fatti risalenti al periodo 2008–2010”.