Cremasco, 05 aprile 2026
Domenica di Resurrezione anno A
La Parola: At 10,34a.37-43 Sal 117 Col 3,1-4 Gv 20,1-9
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 20,1-9
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore.
(Don Natale Grassi Scalvini) E fu sera e fu mattina. Ma quel mattino della prima Pasqua fu come il primo mattino perché si trattava quasi di una nuova creazione.
Nella risurrezione di Cristo tutto il mondo si è fatto nuovo. Giustamente perciò la veglia pasquale, nel ripercorrere la storia della salvezza, comincia sempre con il racconto mitico della creazione. Anche se noi adesso, grazie agli studi di astrofisica e cosmogonia, sappiamo molto meglio come è avvenuta, nell’arco di miliardi di anni, la formazione dell’universo e del mondo in cui viviamo, rimane sempre a fondamento la verità del racconto della Genesi: tutto è stato pensato, voluto e fatto da Dio. Anche la data della nostra festa di Pasqua, del centro della nostra fede e della nostra vita, sappiamo che non risponde a criteri storici perché in realtà non sappiamo con certezza la data degli eventi di quasi duemila anni fa, ma che dipende piuttosto da eventi astronomici: la prima domenica dopo la prima luna piena dopo l’equinozio di primavera. Ma anche per la risurrezione di Cristo, come per la creazione, non è tanto importante sapere con precisione quando e come è avvenuta quanto il significato di questo evento che ha cambiato per sempre la storia degli uomini e quindi di ciascuno di noi, riaprendo per tutti la speranza di una vita eterna che vada oltre le limitazioni e le contingenze, segnate dai travagli e dalle fatiche dell’esistenza quotidiana, con le quali dobbiamo fare i conti tutti i giorni.
Da quel primo nuovo mattino in poi tutti i figli di Dio hanno recuperato il vero senso della loro vita, come impegno a rendere migliore questo mondo, perché creato da Dio e in cammino verso il compimento definitivo del suo regno, anticipando già, nelle opere di ogni giorno, un poco della gloria e dell’amore di Dio che un giorno riempirà tutto l’universo. Quando pensiamo a questi eventi così universali e straordinari forse il nostro cuore si spaventa un poco e la nostra mente rimane sempre sconcertata perché non riusciamo a comprendere tutto subito con chiarezza.
Anche noi, come i discepoli e le donne testimoni degli eventi della morte e risurrezione di Cristo, rimaniamo forse un po’ increduli, quasi sospesi nel dubbio, nonostante per noi siano ormai passati secoli e dovremmo avere maggior sicurezza nel credere, ma questo non significa mancanza di fede ma questo spaesamento dobbiamo viverlo come un momento di gioia e stupore così grande, da lasciarci senza fiato, perché ci rendiamo conto che davvero tutti gli insegnamenti e gli esempi offerti dal Gesù sono confermati da quest’ultimo compimento delle scritture.
Anche per noi, come per i discepoli, e penso in particolare proprio a Giovanni, abbiamo come primo impegno quello di essere presenti, di accorrere con gioia al sepolcro anche se ora lo troviamo vuoto. Da allora in poi infatti tutto è di nuovo e con maggior impegno affidato a noi uomini perche davvero la storia della salvezza, quella del nostro rapporto con Dio, si compia giorno per giorno nelle nostra opere in collaborazione con la volontà di Dio che cerca sempre il maggior bene per i suoi figli anche quando la strada per arrivare al compimento passa attraverso la croce.