Cremona, 19 marzo 2026
(Andrea Biraghi) Ha trasformato una relazione di pochi mesi in un incubo fatto di messaggi ossessivi, minacce e pressioni continue, arrivando persino a richiamare il caso Turetta. Per questo un uomo di 54 anni è stato condannato a un anno e sei mesi per stalking e lesioni nei confronti dell’ex compagna.
La vicenda, emersa davanti al tribunale di Cremona, nasce da un rapporto sentimentale breve e rapidamente degenerato. Dopo la fine della relazione, l’uomo ha iniziato a perseguitare la giovane, 26 anni con telefonate insistenti, messaggi ripetuti e tentativi continui di contatto, arrivando anche a limitarne la quotidianità.
Nel corso del processo è emerso come la situazione si fosse aggravata nel tempo, trasformandosi in una pressione psicologica costante. La donna avrebbe vissuto per mesi in uno stato di ansia, tanto da dover ricorrere a un supporto psicologico che prosegue ancora oggi.
Tra gli elementi più gravi contestati all’imputato anche l’invio di contenuti legati al caso di cronaca nazionale di Filippo Turetta (il giovane che ha ucciso la fidanzata e poi condannato al'ergastolo), utilizzati in un contesto intimidatorio. Un dettaglio che ha contribuito a definire la gravità del comportamento e il clima di paura creato attorno alla vittima.
Secondo quanto ricostruito in aula, l’uomo avrebbe mostrato atteggiamenti ossessivi e una forte gelosia, sfociata in comportamenti invasivi e reiterati nel tempo. La relazione, inizialmente normale, avrebbe assunto rapidamente i contorni di un rapporto squilibrato e controllante.
Nel procedimento il pubblico ministero Silvia Manfredi ha sostenuto l’accusa, chiedendo una condanna più severa rispetto a quella poi stabilita dal tribunale. La parte civile, assistita dall’avvocato Paolo Sperolini, ha evidenziato le conseguenze subite dalla giovane.
La sentenza ha quindi comminato una pena di 18 mesi di reclusione, oltre a una provvisionale immediatamente esecutiva di 5000 euro in favore della vittima.